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Il bando per ‪#il brand‬ di Firenze, ennesima mazzata alla professionalità dei creativi italiani.

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Pubblichiamo una lettera aperta del collega Renato Sarli sulla vicenda del bando per ‪#‎brand‬ di Firenze. Condividiamo appieno e sottoscriviamo.
Il commento di Renato evidenzia come il nostro lavoro, anche in questo caso, per l'ennesima volta, sia stato misconosciuto e bistrattato.

 

"Caro Matteo ti sostengo fin dall'inizio, ma questo è un autogol clamoroso e parlo con cognizione di causa. Sono un pubblicitario, da sempre impegnato nel mondo associativo (sono consigliere nazionale di TP, la più antica associazione di professionisti del settore, insegno in un'accademia di belle arti, sono professionalmente stimato). Non ho nessuna voglia di difendere corporazioni, lungi da me e spazio ai giovani, ma questa procedura è quanto di più becero si possa immaginare. Non entro nel merito della tutela o della modernizzazione eventuale del Giglio, ma mi concentro sulla modalità. Questi contest danno la possibilità a chiunque di partecipare ed eventualmente vincere una gara, è vero, ma a che condizioni? E' un metodo che noi professionisti osteggiamo perché la creatività non è solo un'idea brillante, ma il frutto di un processo, di conoscenza, di cultura, di sudore, di lavoro che va riconosciuto e pagato. Questi contest nascondono una forma di sfruttamento del lavoro, raccolgono idee a bizzeffe senza che queste vengano pagate, danno l'illusione a tutti di poter competere improvvisando con professionisti che si sbattono per aggiornarsi, per essere competitivi sulla qualità, che tutelano i diritti, che fanno campagne sociali, che si interrogano e discutono di deontologia e rispetto della persona, per produrre progetti che reggano al tempo, alle diverse applicazioni, che possano essere originali (la ricerca creativa e l'analisi del mercato costano!). Disapprovo in pieno questa scelta e credo che non sarò il solo. Ripeto, con grande rispetto per i giovani, per chi vuole intraprendere questa che è una professione e non un semplice esercizio intellettuale estemporaneo. Chi si occupa di grafica, creatività, comunicazione, marketing, generalmente investe su se stesso con studi universitari, master, va a lavare i piatti a Londra e a New York per mantenersi a bottega dei migliori professionisti con l'auspicio di imparare un lavoro che non si improvvisa. Questa tua mossa è una mazzata alla professionalità dei creativi italiani."

Periodo/Data > 01 agosto 2013 - 01 agosto 2013
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